Hostis Herodes impie
Occorrenza liturgica: Vespri del tempo di Natale, dall’Epifania
di Sedulio
sec. V
Testo
Hostis Herodes impie,
Christum venire quid times?
Non eripit mortalia,
qui regna dat caelestia.
Ibant magi, qua venerant
stellam sequentes praeviam:
lumen requirunt lumine,
Deum fatentur munere.
Lavacra puri gurgitis
caelestis Agnus attigit;
peccata quae non detulit
nos abluendo sustulit.
Novum genus potentiae:
aquae rubescunt hydriae,
vinumque iussa fundere
mutavit unda originem.
Iesu, tibi sit gloria,
qui te revelas gentibus,
cum Patre et almo Spiritu,
in sempiterna saecula. Amen.
Traduzione
Erode, crudele nemico, perché temi la venuta di Cristo? Non sottrae i regni mortali colui che dà i [regni] celesti.
I magi andavano da dove erano venuti, seguendo la stella che li precedeva, nella luce cercano la luce, con il dono riconoscono Dio.
L’Agnello celeste tocca i lavacri del puro vortice, lavandoci, prese su di sé i peccati di cui non si è macchiato [non si è caricato].
Nuovo genere di potenza: si arrossano le brocche di acqua e al comando di mescere il vino l’acqua cambiò [la sua] origine [diventando vino].
Gesù, a te sia gloria, che ti riveli alle genti, con il Padre e l’almo Spirito, nei sempiterni secoli. Amen.
Versione metrica
Perché temi, Erode crudele,
il Signore che viene nel mondo?
Non si appropria di regni mortali
chi spalanca le porte dei cieli.
Una stella precede il cammino,
per i Magi venuti da Oriente:
la sua luce li guida alla Luce,
con i doni confessano Dio.
È disceso l’Agnello celeste
nel torrente di limpide acque:
su di sé prende il nostro peccato,
ci rigenera al fonte di vita.
Ecco un nuovo prodigio si compie:
e si imporpora l’acqua alle nozze
dalle anfore il vino trabocca
al comando di Cristo Signore.
A te Cristo Signore glorioso,
che riveli il tuo volto divino,
con il Padre e lo Spirito Santo,
sia l’onore e la lode per sempre. Amen.
Metro: Dimetro giambico
Metro: Quartine di decasillabi
Il video della melodia gregoriana

