En acetum, fel, arundo
Occorrenza liturgica: Tetrametri trocaici catalettici
di Venanzio Fortunato
sec. VI-VII
Testo
En acetum, fel, arundo,
sputa, clavi, lancea;
mite corpus perforatur;
sanguis, unda profluit,
terra pontus astra mundus
quo lavantur flumine.
Crux fidelis, inter omnes
arbor una nobilis,
nulla talem silva profert
flore, fronde, germine,
dulce lignum dulci clavo
dulce pondus sustinens.
Flecte ramos, arbor alta,
tensa laxa viscera,
et rigor lentescat ille
quem dedit nativitas,
ut superni membra Regis
mite tendas stipite.
Sola digna tu fuisti
ferre saecli pretium
atque portum praeparare
nauta mundo naufrago,
quem sacer cruor perunxit
fusus Agni corpore.
Aequa Patri Filioque,
inclito Paraclito,
sempiterna sit beatae
Trinitati gloria;
cuius alma nos redemit
atque servat gratia. Amen.
Traduzione
Ecco aceto, fiele, canna, sputi, chiodi, lancia: il mite corpo è perforato; fluisce sangue e acqua, dal cui fiume sono lavati la terra, il mare, gli astri e il mondo.
O croce fedele, tra tutti unico albero nobile, nessuna selva ne ha prodotto uno uguale per fiore, fronde e frutto: o dolce legno, che, con dolce chiodo, sostieni il dolce peso.
Fletti i rami, o alto albero, rilassa le rigide fibre, si distenda quel rigore che ti diede la nascita, perché tu accolga su un tenero tronco le membra del sommo Re.
Solo tu sei stata degna di portare il prezzo del mondo e, come un nocchiero, preparare un porto al mondo naufrago, unto dal sacro sangue profuso dal corpo dell’Agnello.
Sia uguale ed eterna gloria alla beata Trinità, al Padre, al Figlio e all’inclito Paraclito, la cui grazia vivificante ci redime e ci custodisce. Amen.
Versione metrica
L’aceto, il fiele, la canna,
gli sputi, la lancia e i chiodi:
trafitto è il mitissimo corpo
da cui sangue e acqua fluisce,
torrente che lava la terra,
il mare, le stelle ed il mondo.
O croce fedele di Cristo,
o albero nobile e degno,
di uguale non v’è nella selva
per fiore, per fronde, per frutto:
o legno che, dolce, sostieni
con chiodi il dolcissimo peso.
O albero, fletti i tuoi rami,
distendi le rigide membra:
allenta, pietoso, il rigore
che porti con te per natura,
e accogli su un morbido tronco
il corpo del Re della gloria.
O croce, tu sola sei degna
di reggere il prezzo del mondo;
un porto sicuro prepari
al mondo nel mare perduto,
che il sangue innocente di Cristo
ha tinto di santo splendore.
Al Padre sia gloria ed al Figlio,
insieme allo Spirito Santo,
all’unico e trino Signore,
sia lode, potenza ed onore,
a lui che redime, dà vita
e dona la grazia per sempre. Amen.
Metro: Dimetro giambico
Metro: Quartine di decasillabi
Il video della melodia gregoriana

